Web Writers Group's

Libera Associazione di Scrittura Solidale
mercoledì, 09 aprile 2008

Galassia Gutenberg 2008

Come annunciato, si è svolta a Napoli dal 27 al 31 marzo la Mostra dell'Editoria e del Multimediale al quale ha partecipato anche il nostro libro, proposto dalla casa Editrice "The Boopen". A corredo di questa notiziola vi allego alcune immagini e l'intervista fatta alle nostre amiche Rosatiziana e Lunanuova71!
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galassia gutenberg

napoli, 28 marzo 2008

 

aa. vv.

‘pensieri volontari’

 

 

 

THE Boopen EDITORE incontra “RosaTiziana” e “Lunanuova71” che hanno in comune l’essere tra le 70 mani Che, per solidarietà, hanno creato un’antologia di favole, riflessioni, poesie  sui bambini: “pensieri volontari”.

Benvenute!!!

 

1. ‘Pensieri volontari’ nasce dai blog. Ha senso che tanta gente scriva così tanto in rete?

Per difficoltà tecniche ed economiche gli scrittori non sono mai stati tantissimi. In passato chi scriveva a volte diventava grafomane e aveva necessità di crearsi numerosi pseudonimi per contenere la propria creatività (penso a gente come Giorgio Scerbanenco, Nelson Pessoa, George Simenon) ma al di fuori di loro non è che la scrittura fosse granché praticata. Il risultato di queste limitazioni era che, chi scriveva, maturava una professionalità esaltante, e chi leggeva poteva andare a colpo sicuro: quasi ogni libro valeva la pena. Già gli antichi (mi viene in mente Seneca) sapevano che colui che scrive migliora scrivendo. Ok, ogni epoca ha avuto le sue schifezze letterarie. Ma una delle lamentazioni che più si sentono riguardo al web letterario contemporaneo (di cui i blog sono la prima manifestazione di massa) è che contiene una quantità di schifezza terrificante. Il mucchio di libri, quasi tutti buoni, prodotti dall’umanità finora, è travolto dai mucchi molte volte più grossi di testi prodotti ogni giorno, quasi tutti pessimi (secondo chi se ne lamenta). Quelli che una volta erano la vetta dell’iceberg, i professionisti della scrittura, oggi si trovano immersi in una montagna di dilettanti che scrivono quanto e più di loro. Quindi alla domanda se ha senso che tutta questa gente scriva, la risposta che mi do è positiva.
Più gente scrive, più ognuno scrive, miglior scrittura l’umanità produce, mi pare. In chi scrive molto (ogni giorno, o comunque più volte la settimana, sul proprio blog) migliora la concretezza, la consapevolezza, lo stile. Le incertezze del principiante, le dita indisciplinate sulla tastiera, i congiuntivi con cui litigare…col tempo si traducono in una tecnica solida. Quindi viva i blog letterari, viva la rete. Ma c’è dell’altro, qualcosa in più…che aggiunge senso a tutto questo.

 

2. Cosa c’è di più?

In fondo si scrive per mettere in comune la propria ricchezza interiore, perciò più si scrive e meglio è per tutti. Il web offre a chi scrive grandi possibilità di migliorarsi confrontandosi, dall’altro lato offre al lettore maggiori possibilità di conoscenza e di arricchimento. In più offre un’ulteriore possibilità: quella di far incontrare scrittore e lettore con una rapidità inusuale…fino a permettere loro di creare un progetto comune. E siccome la web-letteratura sta diventando un fenomeno ampio, qualsiasi progetto scrittori e lettori decidono di attuare…avrà una risonanza ampia.

 

3. Quali progetti possono nascere in Internet, luogo di perdizione secondo molti?

Per esempio la solidarietà. Attraverso il canale privilegiato del web il rapporto non resta più soltanto scrittore-lettore, ma si amplia. Si aggiungono altri soggetti.
Tutti quelli che magari di letteratura non si sono mai interessati, ma sentono il bisogno di aderire ad una iniziativa che condividono nel profondo. Tutti coloro che magari non leggono più di un libro all’anno.
La web-letteratura a questo punto serve ad avvicinare gente alla gente e…alla letteratura. L’immenso mare dei naviganti internettiani trova un porto dove ormeggiare e fermarsi a riflettere, al riparo dagli assordanti richiami delle cose insulse. Un porto da cui ripartire, ciascuno agganciato ad un progetto in cui sentirsi protagonista e portatore di senso.
Come quello del Web Writer’s Groups per esempio! Come quello della Laif.
Succede che la letteratura diventa un ponte tra chi cerca aiuto e chi vuole offrirlo e lo diventa in tempi brevi, in maniera quasi immediata e soprattutto ampia.
Succede che si avvicina alla letteratura anche chi di solito non ama leggere e entra in un meccanismo di solidarietà anche chi di solito vive raggomitolato sui libri senza guardarsi troppo intorno. Succede che un blog diventa una fucina letteraria e un cantiere di progetti meravigliosi dove gli operai sono scrittori, lettori e tutti quelli che credono nell’altruismo.

 

4. Come nasce l’idea di Web Writers Group?

Il Web Writers Group's (Libera Associazione di Scrittura Solidale) nasce nel 2006 per la caparbia volontà di un blogger romano di finalizzare il proprio tempo ed  intelletto a favore di una causa nobile quale è la "beneficenza". Paolo Simoncini, per la rete e gli amici soltanto “Blu”, essendo impegnato già da un anno in una realtà Associazionistica per la tutela dell’infanzia (LAIF), intravede nel mezzo usato per lo svago (internet) la possibilità di trasformare la propria passione in una possibile utilità sociale. L’idea principe è quella di tramutare poesie, racconti, favole, ricordi ed esperienze non in un "libro per bambini" ma in un libro che "parli di bambini" attraverso il punto di vista degli adulti… di coloro che giornalmente dedicano più o meno tempo e impegno alla cura e mantenimento di un blog. Un libro "scontato" all’apparenza ma  fortemente riabilitato dall’affetto e dalla condivisione del progetto da parte dei 34 blogger che vi hanno aderito con simpatia e spirito partecipativo. E questa era la parte più difficile del progetto, cercare le persone interessate alla condivisione della finalità  cercando di unire sotto lo slogan: "Pensieri Volontari"- il volto libero delle parole
quanti avessero sentimento per finalizzare il proprio tempo ed  intelletto a favore di una causa nobil
e quale è la "beneficenza"! E’ bastato poco però… un sobrio tam tam lanciato in rete con la sola premessa che l’iniziativa era finalizzata esclusivamente a creare una  fabbrica di “sorrisi” per dei bambini poco fortunati… al quale hanno aderito i primi, forse i più sensibili, e che si sono subito fatti portavoce ed amplificatori ciascuno attraverso le proprie pagine di questa iniziativa. In meno di un mese si sono dovute bloccare le adesioni perché il progetto, inizialmente finanziato in toto dal nostro amico “Blu”, avrebbe sforato la liquidità disponibile per la realizzazione del libro attraverso un editore “on demand”. Possiamo quindi dire che il “Web Writers Groups”, assumendosi con piacere, l’onere e l’onore di essere tra i gruppi di scrittura solidale antesignani del web, può vantare oltre che della simpatia dei partecipanti anche di quanto nasce nell’etere a seguito della divulgazione di questa idea, dando spunti anche ad altri per cercare di fare ciascuno qualcosa a favore di un “prossimo” che ci pressa sempre più da vicino. Non si può più stare a guardare… ne perdere tempo.


5. In che modo ha conosciuto questo gruppo?

Scrivere mi è sempre venuto “naturale”, da quando ero bambina era la forma di comunicazione  che mi raccontava al meglio. Questa passione non coltivata e abbandonata per diversi anni ha trovato poi il suo sbocco naturale in questo grosso contenitore che è il web. I blog per me sono stata una scoperta eccezionale: in questo luogo cibernetico si possono pubblicare notizie, informazioni e storie di ogni genere. Tramite i blog si viene in contatto con persone lontane fisicamente ma spesso vicine alle proprie idee e ai propri punti di vista interagendo in modo diretto con gli altri bloggers (chi gestisce un blog). Un blog è  un sito (web), gestito in modo autonomo dove si tiene traccia (log) dei pensieri; quasi una sorta di diario personale: E’ in questo luogo “virtuale”, la blogosfera, il posto dove ho vagato per molti anni senza alcuna meta, che ho conosciuto Paolo. Non ho compreso subito di cosa si trattasse, e neanche immaginavo  l’effettivo seguito che avrebbe avuto questa iniziativa, ho aderito in modo istintivo, trascinata dall’ entusiasmo che sentivo nelle sue parole. Nei post successivi tutti noi abbiamo imparato a conoscere la LAIF, l’associazione a cui sarebbe andato il ricavo delle vendite del libro, le sue iniziative a favore dei bambini disagiati. E’ incredibile quello che sono riusciti a fare questo gruppo di amici in soli due anni di vita dell’ associazione. “Pensieri volontari” l’ abbiamo visto “crescere” Pian piano fino a diventare quel mare di solidarietà di cui Paolo ci parlava, e in quel mare ogni giorno si aggiungeva una gocciolina. Il nostro libro alla fine contava 60 testi a cui hanno partecipato 34 bloggers da tutta Italia. Non dimenticherò mai quando ho visto per la prima volta la copertina, forse è stato solo allora che ho preso coscienza di quello che stavamo facendo. Non un "libro per bambini" un libro che "parli di bambini" attraverso poesie, racconti, favole o altro dal nostro punto di vista (quello dei grandi) Un libro che all'apparenza può sembrare "scontato" ma che in realtà non lo è affatto!


6. Lei crea fiabe da molto tempo. Questa volta ha provato qualcosa di diverso dal solito sapendo che le sue storie avrebbero aiutato materialmente dei bambini?

Mi è stato chiesto di creare due fiabe e l’ho fatto con una gioia dentro insolita. La proposta della Laif è stata stimolante, mi ha suscitato voglia di dare e di spendermi in qualcosa di nuovo. E’ accaduto a tutti noi.
L’idea di collaborare tra scrittori per raggiungere un obiettivo comune ha prodotto in un entusiasmo enorme.
Non solo, ci siamo accorti che scrivendo e mettendo in comune i nostri scritti con uno scopo umanitario potevamo arricchirci interiormente, scambiarci le idee e confrontarci con tutti gli altri frequentatori internettiani.
Pensieri volontari, più che un libro è un laboratorio di idee e di desideri. Primo fra tutti il desiderio di sentirsi uniti nell’amore per l’arte e per il prossimo.
Sono una scrittrice, creo fiabe da tanti anni, ma questa esperienza mi ha lasciato un segno profondo, unico. Spero di poter sperimentare ancora la solidarietà attraverso internet, arricchisce e diverte come nessun altra.

 

7. Cosa ha proposto per ‘Pensieri volontari’?

Da scrittrice di fiabe ho proposto quello che mi veniva più naturale, due racconti di fantasia. Qualcuno mi ha già chiesto come mai avessi pensato di inserire delle fiabe in un libro destinato a lettori adulti. In realtà le fiabe non credo possano definirsi letteratura per l’infanzia. Anzi penso proprio di no, per due motivi. Il primo riguarda chi scrive. Lo scrittore è una persona che mette in condivisione con gli altri la sua ricchezza interiore, non sarebbe logico operare una selezione tra i destinatari, o meglio sarebbe egoistico. Quando si compone un’opera di narrativa non bisogna avere dei destinatari già preconfezionati.
L’altro motivo riguarda chi legge. Le fiabe contengono messaggi assolutamente universali e sono nate proprio come racconti destinati agli adulti secoli e secoli addietro. Solo di recente sono state “confinate” negli scaffali dei bambini. Direi che è il caso che tutti ci riappropriamo della fiaba, perché possiede un gran potere di consolazione e didattico al tempo stesso.
Luigino Pappamondo, la prima delle due fiabe affronta il problema del rapporto con il cibo che i bambini oggi vivono spesso in maniera confusa o distorta. Basta guardare i dati sull’obesità infantile in tutto il mondo, Italia  compresa, per rendersi conto della vastità del problema. Forse c’è bisogno di fiabe per capire il senso delle cose. Una fiaba non spiega e non risolve ma genera domande e dubbi. Al contrario della Televisione che rende muti i grandi e ciechi i bambini La fiaba con i suoi paradossi apre il dialogo tra grandi e piccini per trovare insieme le risposte, perché la fatica di crescere non è solo dei bambini.



8. Come definirebbe i bambini? OPPURE  Chi sono i bambini? Scelga Lei.

Bella domanda questa. C’è forse una definizione che può davvero racchiudere il meraviglioso universo dei bambini? Non vorrei ricadere in quelli che sembrerebbero scontati luoghi comuni con definizioni del tipo “angeli indifesi”, “la nostra eredità nel mondo”, ecc.. tutte verità che però non possono restituirci l’ immensità d’ognuna di queste creature, che possono apparire simili tra loro ma inesorabilmente uniche nelle singole peculiarità; a tal proposito si sente spesso parlare di “personalità” e individualità del bambino, caratteristiche ormai universalmente accettate.
Dopo questa premessa la mia idea è quella che ogni bambino sia come un libro dalle pagine bianche: i genitori per primi, ma ogni persona ed evento che ne attraversano la vita, contribuiscono a scriverne le pagine prima che egli stesso possa cominciare a scriverle da solo. Ciò che sarà l’adulto è inesorabilmente influenzato dalle sue prime pagine, quelle che altri spesso hanno contribuito a scrivere per lui. Questo pensiero dovrebbe responsabilizzare ogni nostro gesto verso ogni bimbo di cui tocchiamo la vita; sarebbe di sicuro d’aiuto non dimenticare mai il bambino che si è stati. Ai nostri bimbi, in questi anni frenetici, si richiede molto di più che in passato, essi hanno acquisito i loro diritti e assieme a questi numerosi nuovi doveri. Spesso hanno una vita impegnata e difficile quanto la nostra e sulle loro spalle pesano troppe aspettative. Basta siano un po’ più lenti in questa continua corsa per aver bisogno di “aiuti speciali”che in tanti casi potrebbero essere evitati se ad esempio avessimo più tempo da passare con i nostri figli o se semplicemente gli lasciassimo il tempo per giocare. Si parla tanto di bimbi viziati, a mio avviso i bambini di oggi, pur possedendo spesso ogni ben di dio, sono più adulti di quelli che erano un tempo: sono costretti a crescere in fretta, anche loro schiacciati dalla competitività dei “tempi moderni”.


9. Ciò che si perde inderogabilmente nel passaggio dall’infanzia all’età adulta.

Mi piace pensare all’infanzia come una sorta di “Cape Canaveral”, dove vengono curati progetti sofisticatissimi, indispensabili per l’umanità, per l’intero pianeta. Oggi più che mai, con la crisi di valori in atto, il progetto infantile è quello sul quale bisogna assolutamente rischiare ed investire tutte le risorse a disposizione… Se costruiamo bene l’astronave, essa ci porterà lontano. Tuttavia non sempre ci riesce quest’opera di costruzione. Commettiamo una moltitudine di errori, spesso inconsapevoli.
La coscienza dell’illusione. Sin da piccoli ci abituano a vedere il mondo in maniera quasi onirica, magica… tutto è pan di zucchero e borotalco. Crescendo inizi a mettere a fuoco i problemi uno per volta. Man mano la miopia sembra sparire fino al giorno in cui ti fanno crollare il mito di Babbo Natale. Da lì, tutto tende ad appiattirsi spalmandosi sul piano della realtà sebbene fatta di alcuni picchi emozionali, di sentimenti, di gratifiche morali e materiali. L’adulto non si occupa di introdurre il bambino nel mondo, ma solo di cancellare in lui ogni stregua di “illusione”… gli toglie la realtà del sogno. Da qui la ricerca dei più svariati surrogati… droga, alcol, bullismo, razzismo, intolleranze….etc.


10. Pensieri volontari è un collage di fiabe, versi, suggestioni plasmate da adulti per rivelare la fanciullezza. La frase più intensa che ha letto e che ripeterebbe ad un bambino.

Nel nostro libro in realtà convivono diverse esperienze e anime, forse è proprio questo che lo rende speciale. Molte delle favole che ho letto mi hanno emozionato, regalandomi prospettive a cui magari non avevo prestato mai la giusta attenzione. Tante sono le storie ricche di significati come “Colle del vento” di Paolo Simoncini, “Gemma” di Monica Marghetti o le poesie dalla delicata dolcezza come “Sara” di Rosalba Sgroia. Impossibile dimenticare il papà di Anna che le dice: “il sole per poterlo avere dentro agli occhi dovrai farlo crescere prima nel tuo cuore” o Sara che a soli tre anni dice: “mamma ti voglio un bene rosso” o ancora la bambola “speciale” costruita dalla giovane madre di Gemma.
Citando un’unica frase mi pare di fare un torto alle settanta mani che assieme hanno realizzato questa generosa opera, perché ognuno ha espresso sentimenti intensi che naturalmente solo soggettivamente possono essere interpretati. E’ proprio dal mio modo soggettivo di vedere che nasce il mio naturale trasporto per ”Enrico” la storia di Stefi71, un’ autrice che si firma con il solo nikname. Mi sono subito immedesimata in questo bimbo troppo sensibile per il mondo di prepotenti in cui viveva, che però decide di arrivare al traguardo con i suoi mezzi. Enrico vince la sua battaglia con umiltà, determinazione, intelligenza e il rispetto per gli altri. Queste sono le cose che ogni giorno insegno a mia figlia ma è la frase con cui finisce la storia che di sicuro non dimenticherò di ripeterle: “bisogna sempre guardare oltre, vedere le persone per ciò che sono realmente e ricordarsi che la gente non è ciò che dice ma è ciò che fa.”

                                                                                                                          

11. I proventi del Vostro lavoro andranno a LAIF. Cos’è?

LAIF - Libera Associazione in memoria di Fernando D’Antoni, (http://laif.wordpress.com) è un Associazione a carattere volontario che si occupa di beneficenza e di cultura del solidale a favore dell’infanzia. Anche qui, a fare da colonna sonora portante per un impegno concreto, uno slogan…“…a fianco dei bambini per un’infanzia più serena!”.  LAIF, nasce da un gruppo di amici che, a seguito della prematura scomparsa di uno di loro, decidono di tramutare l’amore che egli aveva per i bambini in un vero impegno solidale, trasformando la propria visione della vita in una naturale condivisione di scelte, di impegni sociali che da sempre li accomunava nel desiderio di essere vicini ai bambini, regalargli un sorriso per cambiare, magari solo per un attimo, la durezza di una vita meno fortunata. Per questo, l’acronimo dell’Associazione, suona come la parola anglosassone Life = “VITA”, nel senso più ampio del termine.  Da non sottovalutare il fatto che parecchi dei soci fondatori di questa Associazione, hanno in comune l’educazione alla vita ed alla cura del prossimo permeata in loro attraverso un’infanzia trascorsa in gioiosa allegria sui campi di un oratorio salesiano. Tracce di vita di quello splendido educatore che fu Don Bosco cui molti si rifanno quando ci si imbatte nella necessità di ridare un senso a tante infanzie negate.
In un anno e mezzo di vita l’Associazione ha organizzato con successo eventi per la raccolta di fondi sponsorizzando iniziative ricreativo-culturali come: “Festa per un amico” giornata di musica, basket e giochi all’aperto; “Magari Cantando”, rassegna musicale di dilettanti allo sbaraglio; spettacoli come “Il figlio dell’uomo”, musical interpretato dalla compagnia “Le barche di carta”; performance teatrali di successo tipo “Il Sindaco di Rione sanità” di Eduardo De Filippo o “Il povero Piero” di Achille Campanile. Tutte manifestazioni organizzate presso gli spazi dell’Ateneo Salesiano di Roma, Via Cocco ortu 21. L’entusiasmo di organizzatori e partecipanti ha consentito quindi di contribuire al sostegno di strutture per l’infanzia. Con lo stesso entusiasmo e buona volontà la LAIF supporta, con l’acquisto di materiale didattico, materiale per l’infanzia, vestiario, cibo, il “Tetto azzurro”, centro polifunzionale collegato al “Telefono azzurro” dedicato all’accoglienza, diagnosi, cura dei bambini vittime di abuso e maltrattamento e la “Casa Eritrea”, una comunità di immigrati etiopi a Roma che ospita, tra gli altri, 28 bambini con età compresa tra i 6 mesi e i 13 anni. Inoltre per il sostentamento e la cultura verso il prossimo, LAIF ha organizzato “Il laboratorio della Befana”, raccolta giocattoli nuovi ed usati per donarli a chi ne ha bisogno; “Borse per lo sport”, acquisto attrezzature sportive e quanto altro necessiti per i più indigenti che hanno necessità di una pratica sportiva per la propria salute oltre che provvedere all’acquisto di attrezzature tecniche per il sostegno didattico dei giovani. La LAIF si occupa anche, principalmente, del sostegno logistico di queste case famiglia onde permettere loro di proseguire senza problemi la propria attività istitutiva volta alla cura dei minori.

In questa realtà, il progetto “Pensieri Volontari”, si inserisce come vero momento di cultura del solidale per segnare un altro punto a favore della solidarietà e dell’impegno civico dei 34 blogger di tutta Italia che vi hanno partecipato con amore e convinzione donando alla LAIF il frutto del proprio intelletto della propria fantasia.

12. Tutto ciò che nascerà con i ricavi di ‘Pensieri volontari’.

Con i proventi del libro, così come per quanto riguarda i proventi degli spettacoli, delle vendite di beneficenza, verranno acquistati beni di primaria necessità per le persone fisiche di cui noi ci interessiamo oppure destinati alla sovvenzione della ‘logistica’ delle case famiglia cui accennavo prima, ad esempio gite per i bambini, campi scuola, riparazione dei pulmini a disposizione, conti della spesa per vitto, medicinali estrema urgenza, parcelle professionali (ove strettamente indispensabile). Anche giocattoli, passeggini e quanto altro necessiti che non si è potuto recuperare con le ‘raccolte volontarie’ che, con cadenza bimestrale, effettuiamo per sopperire alle esigenze primarie. Alle associazioni indirettamente, ed ai loro responsabili in modo più diretto, LAIF non consegna mai denaro in contante: i generi di prima necessità vengono acquistati e consegnati solo dopo averne riscontrato piena veridicità. Inoltre, LAIF si avvale di soci ‘professionisti’ (volontari) per dirimere sia problemi di ordine giuridico (per gli immigrati ed i profughi) sia di ordine sanitario e psicologico (per le famiglie).

 

- - -

 Un infinito grazie, di cuore,  a Tiziana e Luciana da parte mia,
 degli Autori tutti  e della LAIF che vi invita anche a  partecipare
alla manifestazione  "Race of the cure"  di cui potrete leggere qui!!

blu

postato da Blunightavenue alle ore 21:47 | link | commenti (16)
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Commenti
#1    09 Aprile 2008 - 22:22
 
I miei complimenti! Ottima intervista!
Ciao a tutti :-)
Rosalba Sgroia
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#2    09 Aprile 2008 - 23:09
 
Passerò poi per leggere bene... comunque complimenti Paolo. :-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sognatricenata

#3    10 Aprile 2008 - 00:06
 
Bravissimi! Complimenti!
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#4    10 Aprile 2008 - 05:51
 
E' stata una bella esperienza, grazie Paolo per avermi dato la splendida occasione d' essere una piccola goccia, ma utile a qualcuno.
utente anonimo

#5    10 Aprile 2008 - 07:14
 
Una grande emozione leggere queste interviste. Grazie a tutti, in particolare a Paolo per aver reso possibile tutto questo e a RosaTiziana e Lunanuova71 per la disponibilità a rilasciare le interviste.
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#6    10 Aprile 2008 - 09:29
 
grazie a tutti
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giarre

#7    10 Aprile 2008 - 11:16
 
Complimenti a tutti!
E grazie per aver dato vita a questa bella iniziativa!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Vivendolestelle

#8    10 Aprile 2008 - 14:24
 
Grazie per questa bella intervista e grazie a Paolo per la sua tenacia e il suo "esserci".
utente anonimo

#9    10 Aprile 2008 - 15:48
 
Peccato non esserci stata a Napoli.. bella intervista, esaustiva e non priva di emozione (almeno per chi legge!).
Grazie ancora per questa esperienza!
Un abbraccio a tutti :)
Ars
utente anonimo

#10    10 Aprile 2008 - 21:39
 
un bel risultato e grazie a RosaTiziana” e “Lunanuova71
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#11    11 Aprile 2008 - 10:57
 
:)
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#12    11 Aprile 2008 - 18:43
 
I miei più sentiti complimenti...Bella intervista.
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#13    16 Aprile 2008 - 17:36
 
bellissima intervista! Complimenti!
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#14    16 Aprile 2008 - 17:50
 
Sì sì, un'intervista davvero bellissima ed emozionante!!! :-)))
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#15    21 Maggio 2008 - 21:16
 
sarebbe bello sapere come procede la vendita del libro...chissà se tanti soldini stanno arrivando nelle casse dell'associazzione:)
buona serata
monica
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#16    09 Giugno 2008 - 20:53
 
Ciao Blu... un bacio!

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Commenti

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Chi porta la luce del sole nella vita degli altri non può tenerla lontana da se stesso! (Sir James M. Barrie)

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